
“Il posizionamento non è marketing. È sopravvivenza.”
Senza una direzione strategica, il tuo brand non cresce: si disperde.
Hai mai indossato un paio di Crocs, mangiato alla Piadineria o sentito parlare di Tesla?
Allora hai già sperimentato il potere del posizionamento.
Non serve essere un colosso per capirlo — basta osservare come certi brand sanno esattamente chi sono, cosa rappresentano e a chi vogliono parlare.
E il punto è proprio questo:
il posizionamento strategico non serve per piacere a tutti, ma per farsi scegliere da chi conta davvero.
Come direbbe Frank Merenda, “chi vende a tutti, non vende a nessuno”.
E nel branding, questa è una legge universale.
Il posizionamento strategico non è solo un esercizio di marketing.
È la scelta consapevole di un punto di vista, di un territorio da presidiare nella mente del cliente.
Significa decidere:
Quando il posizionamento è chiaro, tutto il resto si allinea: comunicazione, pricing, estetica, tono di voce, persino il tipo di cliente che ti contatta.
Senza una direzione precisa, si finisce per:
Il problema non è la qualità del tuo lavoro.
È la percezione del tuo valore.
E il branding strategico serve esattamente a questo: trasformare ciò che fai in ciò che le persone vogliono.
Prendiamo il caso di una giovane illustratrice.
Faceva di tutto: copertine, loghi, ritratti, disegni per libri, progetti editoriali.
Ma ogni mese finiva per correre dietro a clienti occasionali e compensi variabili.
Poi ha scelto di riposizionarsi.
Ha creato uno stile personale — lo chiameremo Stile Ary® — e si è concentrata su un solo tipo di prodotto:
ritratti di famiglia illustrati e stampati, da regalare o incorniciare.
Ha cambiato pubblico, passando dal B2B al B2C, rivolgendosi a famiglie e coppie che vogliono ricordare un momento felice in modo unico e umano.
Ha inserito nel servizio un valore emotivo: una dedica, una poesia, una storia.
Oggi è riconoscibile, coerente, desiderata.
Non perché disegna meglio — ma perché ha scelto di essere qualcosa di preciso.
Un altro caso: un salone di parrucchieri, con un nome generico, come tanti.
Bravi, ma invisibili.
Con il giusto riposizionamento, hanno deciso di:
Nasce così il metodo Business-Cut™, una formula B2B pensata per manager, imprenditori e team aziendali.
Da “salone per tutti” a brand specializzato, medio/premium, con un target preciso e un’offerta distintiva.
Stesso mestiere, ma percezione completamente diversa.
Perché il posizionamento non cambia cosa fai, cambia come vieni scelto.
Una volta definito il posizionamento, il branding entra in gioco per renderlo tangibile.
Naming, logo, colori, tono di voce, sito web e materiali visivi servono a dichiarare visivamente la tua posizione nel mercato.
Un brand coerente:
Il branding, quindi, non crea un’immagine dal nulla.
Rivela ciò che hai deciso di essere.
Il posizionamento strategico non è un lusso da grandi aziende.
È una scelta di chiarezza, di direzione e di coraggio.
Non esiste crescita senza focus.
E non esiste branding efficace senza un posizionamento chiaro.
Se senti che il tuo progetto ha potenziale, ma non riesci a esprimerlo come merita, forse il problema non è la comunicazione.
È il posizionamento.
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