
Se ancora oggi qualcuno crede che “fare branding” significhi disegnare un logo e scegliere dei bei colori, è perché probabilmente non ha mai visto un brand costruito davvero.
Il branding, quello strategico e di lungo periodo, è un sistema multidisciplinare, dove il design è solo una delle leve in gioco.
Un brand efficace nasce dall’allineamento di strategia, parole, visual, esperienza e diffusione.
E questo richiede competenze diverse, coordinate verso un obiettivo comune.
In questo articolo vediamo quali sono le figure davvero necessarie per costruire un progetto ambizioso e perché ridurre tutto a un “logo carino” è il modo più sicuro per sprecare tempo, budget e potenziale.
Il brand designer è la figura che progetta l’identità visiva: logo, colori, font, layout, iconografia, griglia, pattern, tone of voice visivo.
Ma da solo non può progettare l’intero ecosistema di significato in cui un brand vive, parla, si mostra e viene ricordato.
Pensare che il designer sia sufficiente è come chiedere a un architetto di costruire un grattacielo… senza ingegneri, interior designer, impiantisti, costruttori.
Vediamo allora quali sono le figure chiave che servono per costruire un brand che funziona davvero.
Cosa fa: definisce il posizionamento, il target, l’arena competitiva e l’obiettivo strategico del brand.
Perché è fondamentale: senza una direzione chiara, il branding rischia di essere solo una confezione estetica.
📌 È la bussola che guida tutto il progetto.
Cosa fa: scrive naming, payoff, testi guida, microcopy per sito e comunicazione verbale.
Perché è fondamentale: le parole sono parte dell’identità. E ogni brand, prima ancora che visivo, è un tono di voce coerente.
📌 Il brand non è solo ciò che si vede, ma ciò che si dice — e come lo si dice.
Cosa fa: crea l’identità visiva e il sistema grafico del brand.
Perché è fondamentale: rende riconoscibile, memorabile e coerente ogni punto di contatto visivo.
📌 Traduce strategia e personalità in forma grafica.
Cosa fa: sviluppa tecnicamente il sito web e le piattaforme digitali del brand.
Perché è fondamentale: un sito bello ma lento, instabile o non ottimizzato… danneggia la percezione di marca.
📌 Il brand vive anche nelle performance tecniche.
Cosa fa: progetta l’esperienza utente (UX) e l’interfaccia digitale (UI).
Perché è fondamentale: l’esperienza è branding. Un’interazione frustrante o confusa danneggia la fiducia.
📌 Guida il comportamento e rafforza la coerenza percepita.
Cosa fa: cura lo stile visivo in shooting, video, spot, storytelling visivo.
Perché è fondamentale: l’immaginario visivo non può essere improvvisato. Deve essere coerente con il tono e il target.
📌 Ogni brand vive anche nelle immagini che sceglie.
Cosa fa: traduce il brand nei canali social, coordina contenuti, piano editoriale, community.
Perché è fondamentale: oggi, molti brand esistono prima sui social che altrove.
📌 È il ponte tra identità e relazione quotidiana.
Cosa fa: gestisce campagne sponsorizzate (Meta, Google, LinkedIn, etc.).
Perché è fondamentale: un’identità solida è inutile se non viene distribuita al pubblico giusto, nel modo giusto.
📌 Rende il brand visibile e accessibile al mercato.
Branding significa progettare ogni parte del sistema in modo che:
…parlino con una sola voce coerente, su tutti i canali, per tutto il tempo.
Senza questo coordinamento strategico, un brand rischia di essere solo un bell’esercizio grafico.
Con questo approccio, invece, diventa una forza organizzativa, competitiva e commerciale.
Se stai cercando “qualcuno che ti faccia un logo”, questo articolo non fa per te.
Ma se stai costruendo qualcosa di più grande, più ambizioso, più strutturato — allora è fondamentale sapere quali competenze servono davvero.
E soprattutto:
come farle dialogare fra loro, in un progetto che non sia un patchwork, ma un’identità strategica e consapevole.
Ecco perché il branding è importante e Quando ha davvero senso fare branding
per capire quando iniziare e perché serve farlo bene fin dall’inizio.