Design
Jan 30, 2026

Flexible Visual Systems

Flexible Visual Systems

Flexible Visual Systems

Perché i sistemi visivi flessibili sono il futuro del branding – e una risorsa strategica anche per i brand più rigorosi

C’è stato un tempo in cui costruire un’identità visiva significava creare un logo, scegliere un font, stabilire una palette e definire le “regole” per mantenere tutto coerente.

Quel tempo è superato.

Non perché il rigore non vada bene— anzi — ma perché oggi la coerenza non basta più. Serve elasticità.

In un mondo in costante cambiamento, un’identità visiva deve sapere cambiare — senza snaturarsi.

Questo è il cuore del pensiero di Martin Lorenz, designer e autore di Flexible Visual Systems.

Un testo che ogni designer dovrebbe leggere con attenzione. Ma anche gli imprenditori più attenti dovrebbero conoscere la usa esistenza, almeno nei suoi principi fondamentali.

Ma cosa sono i sistemi visivi flessibili?

Un sistema visivo flessibile è un framework grafico (basato su moduli, griglie, regole dinamiche, serie) che consente al brand di adattare la sua identità a diversi formati, contesti e media, senza perdere riconoscibilità.

Non si tratta di “libertà creativa illimitata”, ma di costruire una struttura visiva in grado di generare varianti, versioni e movimenti, rimanendo sempre coerente con la propria identità profonda.

È il passaggio dal design “dell’oggetto statico” al design “del sistema in evoluzione”.

Perché ha senso oggi?

Viviamo in un ecosistema di touchpoint mutevoli, in cui un brand può comparire:

  • su un video TikTok da 15 secondi,
  • in una presentazione aziendale da 60 slide,
  • su un packaging,
  • all’interno di un ambiente interattivo,
  • o in realtà aumentata.

In questo scenario, un’identità visiva rigida rischia di essere limitante, fragile o facilmente obsoleta.

Un sistema flessibile, invece:

  • consente variazione senza caos,
  • permette ai contenuti di essere adattati ai contesti (social, mobile, stampa…),
  • e stimola una narrazione visiva continua, dove il brand si evolve senza perdere se stesso.

Esempi concreti di branding flessibile

Ecco alcuni brand (più o meno noti) che adottano strutture visive flessibili:

MIT Media Lab

Un sistema basato su una griglia modulare che genera infinite versioni del logo. Ogni dipartimento ha un proprio simbolo unico, ma chiaramente legato agli altri.

City of Melbourne

Un’identità geometrica con sfaccettature cromatiche e compositive che cambiano in base ai settori e alle comunicazioni, mantenendo una forte matrice riconoscibile.

OK-RM per Pirelli HangarBicocca

Sistema flessibile basato su struttura tipografica e composizione dinamica. Ogni mostra ha un proprio visivo, ma lo stile resta identitario.

Wolfgang Weingart (storico)

Molti dei principi dei sistemi flessibili visivi affondano nel lavoro di Weingart e nella sperimentazione tipografica svizzera e postmoderna.

Il ruolo del designer e del brand designer

Un sistema visivo flessibile non si improvvisa.

Richiede:

  • un pensiero sistemico,
  • la capacità di definire regole (non solo elementi),
  • la visione per costruire strutture che non crollino al primo scroll verticale.

Non si tratta più solo di disegnare. Ma di progettare un linguaggio visivo potenzialmente infinito.

Per questo motivo, il brand designer moderno deve assumere un ruolo a metà tra l’architetto e il direttore d’orchestra:

  • costruisce lo spazio in cui i contenuti si muoveranno,
  • e al tempo stesso definisce il tono, il ritmo, le possibilità di variazione.

Ma serve davvero anche alle aziende?

Molti imprenditori immaginano che un sistema del genere sia “troppo complesso” per il proprio brand.

In realtà, la flessibilità visiva non è solo per grandi realtà o i brand culturali.

Anche un’azienda locale, un personal brand o un marchio tecnico può trarre vantaggio da un sistema visivo modulare, se progettato su misura e con intelligenza.

Per esempio:

  • Un marchio con molte linee prodotto può differenziarle visivamente mantenendo coerenza.
  • Un brand editoriale può produrre contenuti visivi con autonomia e riconoscibilità.
  • Un brand digitale può mantenere un’identità forte anche in ambienti social dinamici o interfacce web variabili.

In conclusione

Il branding contemporaneo richiede rigore e apertura.

Un’identità visiva non può essere una gabbia, ma nemmeno un caos.

La soluzione sta nel pensiero modulare, nei sistemi flessibili e in una progettazione consapevole.

Se il tuo brand ha bisogno di crescere, dialogare, evolvere — allora ha bisogno di un sistema, non solo di un logo.

Flexible Visual Systems è un libro fondamentale per ogni designer.

Ma anche uno strumento utile per ogni brand strategist o imprenditore curioso.